Dell'ordine dei Primati fa parte il sottordine delle Scimmie catarrine o antico che si suddividono in tre superfamiglie: i Cercopitecidi dotati di coda ben sviluppata, gli Antropoidi privi di coda (in netta minoranza rispetto ai Cercopitecidi) e gli Ominidi cui appartiene solamente l'Uomo (Homo Sapiens). I Primati sono fondamentalmente animali arboricoli, con mani e piedi adatti ad arrampicarsi. Le dita sono dotate di unghie (a volte riunite sotto forma di artigli). Il dito più grande delle estremità inferiori è più o meno aperto e il piede funziona come organo prensile. Le mani gli servono tanto per arrampicarsi come per manipolare il cibo. Gli arti sono relativamente lunghi e sottili, e sono dotati di movimenti liberi di rotazione e di elevazione. Gli individui inferiori di questo gruppo sono quadrupedi, però man mano si sale nella scala, esiste la tendenza ad arrampicarsi con le braccia protese al di sopra della testa e lasciando il peso del corpo sospeso tra i rami. Nei Primati che vivono sugli alberi, la vista predomina sull'olfatto. In quelli terrestri succede il contrario. Le correzioni dell'equilibrio, in animali così attivamente arrampicatori, sono diversi e rapidi e richiedono uno sviluppo più completo del cervelletto e delle zone cerebrali che sono responsabili del movimento del corpo. Con l'aumento dell'intelligenza aumentano anche le dimensioni dei lobi prefrontali. Gli Antropoidi si dividono in due gruppi, quello dei Pongidi ( orango , gorilla , scimpanzé) e quello dei Gibboni. Questi ultimi, diffusi esclusivamente, nell'Asia tropicale, conducono vita strettamente arboricola, e sono dotati di una straordinaria agilità, grazie anche all'eccezionale sviluppo e robustezza delle braccia. Le loro principali caratteristiche sono: l'eccessiva lunghezza delle braccia in confronto alle gambe; il loro adattamento alla posizione eretta del tronco, che si accompagna all'appiattimento ed all'allargamento del petto; l'ingrossamento e l'evoluzione del cervello. I Gibboni, mancanti di coda esterna, sono quelli che assomigliano di meno all'uomo di tutti gli Antropoidi, e sono più somiglianti alle scimmie vere e proprie. Li si divide generalmente in due gruppi: i gibboni propriamente detti ed i siamanghi. I primi si trovano nel sud-est dell'Asia ed in molte delle isole dell'arcipelago indomalese; i secondi sono solo nell'isola di Sumatra. Quantunque si differenzino per il colore, il carattere, la struttura e la voce, hanno certi tratti comuni; e, ad eccezione del siamango che è il gigante di questa razza, tutti gli altri non misurano più di 90 centimetri di lunghezza. Abitano tutti nelle selve montane; fanno sfoggio di una rapidità e di un'agilità prodigiosa, lanciandosi da un albero all'altro con grande maestria. Si alimentano di frutta, cereali, radici, insetti, piccoli invertebrati e di uccelli che catturano in pieno volo. Fra le specie attualmente esistenti di Primati, quelle che maggiormente si avvicinano all'Uomo sono i Pongidi: l'orango, il gorilla e lo scimpanzé. Specialmente su quest'ultimo sono stati effettuati studi nel corso del presente secolo, che hanno messo in luce un'intelligenza veramente notevole paragonabile, in alcuni esemplari particolarmente dotati a quella di un bambino di sei anni. Anche dal punto di vista evoluzionistico i Pongidi ci sono più vicini di qualsiasi animale esistente. All'inizio del secolo, si era creduto di identificare il nostro primo progenitore non scimmiesco nel Pitecantropo , specie fossile rinvenuta a Giava e, per cui si ritenne che la culla dell'origine dell'Uomo fosse il continente asiatico. Studi più recenti hanno smentito questa opinione, ed hanno confermato un'antica ipotesi di Darwin , e che cioè gli uomini più primitivi andassero ricercati in Africa, poiché quest'ultimo continente ospitava le specie attuali a noi più prossime. Si è così giunti alla scoperta della specie più antica del genere Homo, I'Homo abilis, i cui reperti sembrano risalire sino a ben tre milioni di anni fa. Nel frattempo, ci si è ricreduti sulla primitività del Pitecantropo, che è stato considerato nostro congenere e viene attualmente indicato col nome di Homo erectus, e si è abbandonata l'ipotesi che il nostro ultimo predecessore fosse il famoso Uomo di Neanderthal: in realtà quest'ultima specie ha coabitato a lungo con l'uomo attuale, o meglio con una sua razza preistorica, ed è scomparso in tempi geologicamente recenti, forse sterminato dallo stesso Homo sapiens.
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